Il numero 20 di ANTIFA!nzine si apre in modo diverso dal solito: con un fumetto scritto interamente dalla redazione, che vogliamo condividere qui.

Non si tratta di un semplice racconto, ed è piuttosto un tentativo collettivo di spiegare cosa è successo al nostro interno e perché siamo giuntɜ alla decisione di allontanare una persona. Attraverso le tavole disegnate da Claudio Calia e le parole di ogni componente del gruppo, proviamo a restituire il percorso — faticoso e per questo lunghissimo — che ci ha condottɜ fin qui. Il fumetto
‘DA QUALCHE TEMPO’ evita semplificazioni e autoassoluzioni; descrive il disagio e la responsabilità collettiva che ci siamo assuntɜ nel prendere una decisione dura e inaspettata, eppure necessaria: allontanare una presenza tossica per l’intero gruppo e rilanciare una riflessione, interna ed esterna, sul fatto che non esistono luoghi o realtà del tutto sicuri, privi cioè di attitudini e atteggiamenti che trovano il loro brodo di coltura nel patriarcato.
Abbiamo sempre creduto che il fumetto e l’illustrazione, per come li utilizziamo noi, siano strumenti di libertà e di critica del sistema capitalistico, utili per portare avanti lotte che sentiamo nostre: quelle dell’antifascismo, dell’antirazzismo e dell’antisessismo. Il nostro impegno antifascista va oltre l’aspetto estetico o narrativo: è un principio che attraversa ogni scelta, dentro e fuori dalle pagine che pubblichiamo, una bussola per muoversi nel mondo.
Una persona della redazione è stata allontanata a seguito di comportamenti manipolatori e atteggiamenti sessisti nei confronti di alcune donne, sia interne sia esterne al collettivo. Siamo giuntɜ a questa consapevolezza grazie alla marcata sensibilità della componente femminile della redazione. In seguito, ci siamo confrontatɜ con le persone coinvolte, sia all’interno che all’esterno collettivo, e abbiamo attraversato un percorso di analisi e autocritica, ritenendo infine quei comportamenti incompatibili con i valori che professiamo di difendere.
Per questa ragione, e per rispetto verso chi collabora o ha collaborato con noi, e verso chi ci legge, abbiamo sentito il dovere di comunicare pubblicamente la situazione. Abbiamo scelto di farlo con il linguaggio a noi più caro: il fumetto, ovviamente. Nelle tavole raccontiamo anche questo: il momento in cui, cercando sempre il “mostro” fuori, ci siamo accortɜ che era già dentro. Da qui la domanda spontanea: come abbiamo fatto a non vederlo prima?
La decisione di allontanare questa persona è guidata da uno spirito di responsabilità, coerenza e rispetto, e non da un intento punitivo. È un atto di rispetto verso chi ha subito quei comportamenti, verso il pubblico che ci legge e verso la nostra stessa identità. Il sessismo, in tutte le sue forme, è pura violenza di un essere umano su un altro: limita la libertà e la dignità, e non può trovare spazio in una realtà che si definisce antifascista.
Il nostro impegno continuerà a essere rivolto a rendere questo piccolo spazio sempre più sicuro, attraversabile e libero, anche nelle sue dinamiche interne. Invitiamo chiunque ci legga a fare lo stesso: vigilare, prendere parola e rompere il silenzio quando anche nei nostri contesti, nei nostri spazi e nelle nostre realtà si riproducono orribili logiche di potere patriarcali e autoritarie.
Redazione ANTIFA!nzine







